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Sportello Legale attivo da Marzo!

 

Si comunica che a partire dal mese di marzo, sarà attivo uno sportello legale presso la nostra sede.
Si potrà accedere allo sportello previo appuntamento e invio di un’email a consulentelegalemarano@gmail.com nella quale spiegare brevemente il quesito che si vorrà porre.
Lo sportello sarà attivo ogni venerdi dalle 15 alle 18 al costo di euro 80.
Per ogni chiarimento contattare il numero 0121/302389 o scrivere direttamente alla mail: consulentelegalemarano@gmail.com

Contributo 1000 euro prima dei 600 euro di bonus maggio? I secondi arriveranno comunque?

Contributi a fondo perduto 1000 e bonus 600 euro: l’indennità Covid dell’Agenzia delle Entrate può essere accreditata se c’è un ricorso con l’Inps aperto?

“Salve, lavoro a partita IVA come artigiana nel regime forfettario. Vi scrivo perché stamattina ho visto sul mio conto corrente l’accredito di oltre 1000 euro a titolo di contributo a fondo perduto indennità Covid. Il mio commercialista ha seguito la pratica con l’Agenzia delle Entrate. Nel frattempo è ancora aperto il ricorso con l’Inps per il mancato pagamento del bonus 600 euro di aprile (che doveva essere accreditato a maggio). Dopo aver ricevuto ad aprile il bonus 600 euro di marzo, infatti, non ho ricevuto la seconda rata per il mese successivo che, invece, avrebbe dovuto essere automatica. Ora mi chiedo: possibile che la seconda domanda (per il contributo a fondo perduto artigiani e commercianti) sia stata chiusa più velocemente del ricorso Inps? I 600 euro di maggio sono da considerarsi persi ormai o c’è qualche speranza? Quali sono i tempi di pagamento dopo il ricorso mediamente?

Proseguono tempestivamente i pagamenti dell’Agenzia delle Entrate per il contributo a fondo perduto a favore di artigiani e commercianti a partita IVA (inclusi forfettari). Settimana scorsa è partita la prima tranche. Questa settimana stiamo assistendo ad una nuova ondata di pagamenti. Quest’indennità Covid, disposta dall’Agenzia delle Entrate, non è legata al bonus autonomi erogato ad aprile e maggio (rispettivamente per i mesi di inattività o calo delle entrate di marzo e aprile). Ecco perché può succedere, come in questo caso, che la prima sia accreditata prima del secondo, sebbene questo sarebbe dovuto spettare anticipatamente.

Come si chiede il rimborso dei 600 euro del bonus autonomi

Probabilmente, dicendo di aver aperto un ricorso, la nostra lettrice avrà chiamato il contact center Inps. La pratica sarà stata assegnata alla sede Inps di competenza.

Tuttavia, trattandosi di pagamenti, la gestione spetta all’Inps centrale. Ad oggi quindi, dopo aver sollecitato e aperto il ricorso, non c’è molto altro da fare se non attendere che sia disposto l’accredito. Visto che i primi 600 euro erano stati pagati, non dovrebbero esserci elementi ostativi al riconoscimento della seconda rata, che doveva avvenire in modo automatico (qualora permangano i requisiti del mese precedente).

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Bonus Auto, adesso vale fino a 6.000 euro. Il governo ha finalmente trovato l’accordo

Un emendamento alla Camera al Decreto Rilancio, a firma PD, Iv e Leu, prevede un nuovo bonus auto, fino a 4 mila euro, per l’acquisto di una nuova vettura (Bonus Auto).

In particolare, si potrà rottamare la propria vecchia automobile ad alto impatto ambientale e ottenere un considerevole contributo statale, fino a 4.000 euro per l’acquisto di una nuova automobile meno inquinante.

Il contributo, se l’emendamento dovesse venire approvato, sarà valido dal primo luglio fino al 31 dicembre di quest’anno.

La misura, secondo le ultime indiscrezioni rilevate dal “sole24ore.it”, sarebbe stata oggetto di un piccolo tira e molla tra le 2 anime di maggioranza. Inizialmente, Il

Movimento 5 Stelle avrebbe voluto tener fuori dal bonus i modelli Euro 6. Alla fine, la quadra è stata trovata, ma a condizione che chi acquista auto ibride o elettriche usufruisca di un bonus più generoso.

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Bonus busta paga, vacanza e pagamenti con carta: tutte le novità al via oggi 1 luglio. Si parte!

Bonus per scoraggiare i contanti, bonus vacanza e bonus busta paga: inizia luglio all’insegna delle grandi novità fiscali. Che cosa sapere

Bonus per scoraggiare i contanti, bonus vacanza e bonus busta paga: inizia luglio all'insegna delle grandi novità fiscali. Che cosa sapere

Novità in busta paga, per chi parte e per chi fa acquisti: da oggi, mercoledì primo luglio, debuttano ufficialmente il bonus vacanze, il bonus cuneo fiscale e il bonus per l’uso del POS (contestuale al nuovo limite sui contanti). Una giornata fiscalmente importante quindi. Facciamo un riepilogo per tutti i contribuenti sulle novità che partono oggi.

Taglio cuneo fiscale: bonus in busta paga da luglio

Non lo vedremo esattamente da oggi, perché sarà evidente dalla prossima busta paga ma in realtà riguarda tutto il mese: è l’effetto del taglio del cuneo fiscale previsto nella legge di Bilancio 2019. Coloro che ne trarranno maggiore beneficio sono i dipendenti che guadagnano tra 26.600 e 28 mila euro (non hanno diritto al credito Irpef oggi e riceveranno un importo aggiuntivo di 100 euro). Oltre questa soglia invece si ha diritto ad una detrazione che si azzera a mano a mano che ci si avvicina ai 40 mila euro. Secondo i dati riportati dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, l’aumento complessivo degli stipendi sarà di 16 milioni: “per 4 milioni e mezzo aumenteranno di 100-80 euro netti al mese che arriveranno in busta paga. Per 11 milioni i vecchi 80 euro arriveranno a 100. Un taglio significativo delle tasse di oltre 7 miliardi l’anno a regime”.

Novità sui pagamenti: nuovo limite contanti e bonus POS

Sempre oggi, 1 luglio, scattano le nuove regole sull’uso dei contanti. Il limite scende a 2 mila euro. Parallelamente viene riconosciuto un credito di imposta del 30% sulle commissioni addebitate per l’utilizzo del POS per le transazioni con carta.

Bonus vacanza al via oggi: si parte (non senza difficoltà)

Parte oggi, da ultimo, anche il bonus vacanza. Molti ancora i dubbi: non tutti sanno in quali strutture è possibile usarlo.

E poi ci sono le polemiche dei B&b, chiamati ad anticipare spese non indifferenti per accogliere gli ospiti che pagano con il voucher vacanza. Il settore turismo si sente in parte abbandonato da una misura che non accontenta tutti e non serve, almeno non da sola, a far ripartire il comparto in crisi.

Bonus baby-sitting erogato al richiedente: verso la domanda

l nuovo bonus baby sitting da 1200 euro per la fase 2 dell’emergenza Covid può essere erogato direttamente al lavoratore, ma la domanda online ancora non si può trasmettere: prime istruzioni INPS.

Dall’INPS arrivano le prime informazioni sul rinnovo del bonus baby-sitting disposto dal Decreto Rilancio (articolo 72 del dl 34/2020), che non soltanto ha raddoppiato l’importo iniziale ma ne ha esteso l’applicabilità anche alla fruizione – in ottica emergenza Covid fase 2 – dei servizi offerti da centri estivi e servizi integrativi per l’infanzia entro fine luglio.La novità comporta necessariamente un adeguamento della procedura telematica per la trasmissione delle domande, alla luce delle nuove disposizioni in vigore dallo scorso 19 maggio (con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Dl Rilancio).

Pertanto, in attesa di rilasciare la piattaforma aggiornata per l’acquisto di servizi di baby-sitting (così come era prima regolamentato dal Decreto Cura Italia (18/2020), con il messaggio n. 2209, l’INPS anticipa le prime regole di base per accedere al beneficio

In presenza dei requisiti di legge, possono essere erogati uno o più bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting, fino al 31 luglio 2020, per un importo complessivo massimo pari a 1.200 euro per i dipendenti del settore privato, per i lavoratori iscritti in via esclusiva alla Gestione separata e per gli autonomi iscritti all’INPS e alle casse professionali. Per i comparti sicurezza, difesa, soccorso pubblico e  settore sanitario, il bonus è aumentato a 2.000 euro.

Una novità importante (come opzione alternativa) è che adesso il bonus può essere erogato direttamente al richiedente, per la comprovata iscrizione a centri estivi, servizi integrativi per l’infanzia (sono quelli indicati nell’articolo 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65), servizi socio-educativi territoriali, centri con funzione educativa e ricreativa e  servizi integrativi o innovativi per la prima infanzia.

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Patronato e Caf Pinerolo

Via Ettore Bignone 38/a
studio nei locali del Poliambulatorio San Lazzaro,
Pinerolo, Italia 10064
Italia
Telefono: 3757251808
Cell.: 3757251808
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Bonus bay sitting. Patronato Caf Pinerolo

Reddito di emergenza: partite le domande all’INPS

Dal 22 maggio scorso è possibile presentare direttamente o tramite patronato la domanda per il nuovo Reddito di emergenza previsto dal decreto Rilancio

Dal 22 maggio scorso è possibile presentare direttamente o tramite patronato la domanda per il nuovo Reddito di emergenza previsto dal decreto Rilancio

In attesa della Circolare esplicativa sul nuovo Reddito di Emergenza istituito dal decreto Rilancio, l’INPS intanto ha fatto sapere che è attivo, dal 22 maggio scorso il servizio online per la presentazione delle domande. Espressamente nel messaggio dell’istituto di previdenza si legge quanto segue: “L’articolo 82 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, S.O., n. 128 del 19 maggio 2020), ha istituito il Reddito di emergenza: una misura straordinaria di sostegno al reddito per supportare i nuclei familiari in difficoltà economica per effetto dell’emergenza epidemiologica da COVID-19.

Il diritto al beneficio è subordinato al possesso dei requisiti di residenza, economici, patrimoniali e reddituali indicati all’articolo 82 del decreto stesso. Secondo quanto disposto dal decreto, il REM potrà essere richiesto all’Inps, esclusivamente on line, entro il termine perentorio del 30 giugno 2020 (articolo 82, commi 1 e 7, del D.L. n. 34 del 2020).

Al fine di garantire la tempestiva gestione delle domande, e in attesa dell’imminente pubblicazione della circolare applicativa, a partire dalla data odierna i cittadini potranno inviare le domande di Reddito di emergenza dal sito internet dell’Istituto, autenticandosi con PIN, SPID, Carta Nazionale dei Servizi e Carta di Identità ElettronicaPer la presentazione della domanda ci si potrà avvalere anche degli istituti di patronato di cui alla legge 30 marzo 2001, n. 152”.

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Fine Naspi da maggio in poi: quale possibilità di sussidio?

Due mesi in più di Naspi ma non per tutti. Agli esclusi dall’estensione resta la via del REM. Che cosa prevede?

Due mesi in più di Naspi ma non per tutti. Agli esclusi dall'estensione resta la via del REM. Che cosa prevede?

Dopo gli ultimi aggiornamenti in merito all’estensione Naspi di due mesi prevista dal decreto, ci stanno scrivendo utenti la cui Naspi terminerà tra maggio e giugno e che ancora non vedono possibilità, nell’attuale contesto, di trovare lavoro. Timidamente le prime attività stanno riaprendo ma per molte le nuove regole comportano costi aggiuntivi e meno entrate quindi assumere è impensabile. Chi si trova senza Naspi a maggio che cosa può fare? Non sarebbe stato più giusto prevedere un’estensione anche solo di un mese in modo da equiparare la posizione di questi ultimi a coloro che l’hanno già esaurita e, verosimilmente, la prenderanno anche per maggio e giugno? Analogo discorso vale anche per chi la Naspi terminata a fine gennaio, poco prima della crisi conseguente al Coronavirus. Senza lavoro e senza sussidio: che cosa fare?

Estensione Naspi di due mesi: quali aggiornamenti

Nel decreto rilancio sono riconosciuti due mesi in più per Naspi e Dis-Coll scadute tra il primo febbraio e il 30 aprile 2020. Si prevede altresì che i percettori di ammortizzatori sociali a sostegno del reddito potranno essere impiegati nel settore agricolo per un massimo di 60 giorni. La retribuzione massima, in tal caso, è di 2.000 euro. La finestra temporale di scadenza, quindi, include i mesi di febbraio, marzo e aprile. E prima e dopo? Quali sussidi? Ci hanno scritto in molti per avere lumi. Ad oggi, se non si trova lavoro, l’unica strada percorribile appare essere quella di richiedere il REM.

Reddito di emergenza per le famiglie: importo e domanda

Il reddito di emergenza per le famiglie non sarà compatibile con altri sussidi e può essere erogato per due mesi (stesso periodo previsto per l’estensione Naspi quindi): il beneficio, secondo le ultime formulazioni, andrà dai 400 euro agli 800 euro mensili, in rapporto al numero della composizione del nucleo familiare.

Le domande vanno presentate entro giugno. Per ottenere il Rem devono ricorrere i seguenti requisiti:

  • residenza in Italia;
  • reddito familiare inferiore al Rem spettante;
  • patrimonio mobiliare familiare 2019 inferiore a 10 mila (massimo fino a 20 mila euro);
  • Isee inferiore a 15 mila euro.

La copertura economica prevista è di circa 1 miliardo.

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